Con il decreto direttoriale del 28 settembre 2026 è stato emanato il bando Brevetti+ per il 2026.
Le PMI possono ottenere un contributo a fondo perduto fino a 140.000 euro per acquistare servizi specialistici legati alla valorizzazione di un brevetto.
La dotazione è di 20 milioni di euro e lo sportello apre alle ore 12:00 del 25 novembre 2026.
In sintesi, il bando Brevetti+ 2026 finanzia l’acquisto di servizi specialistici che servono a sfruttare economicamente un brevetto e a introdurlo nel processo produttivo e organizzativo dell’impresa.
Possono partecipare le micro, piccole e medie imprese, anche di nuova costituzione, con sede legale e operativa in Italia.
Il contributo copre fino all’80% dei costi ammissibili, con un tetto di 140.000 euro. Le domande vengono valutate con procedura a sportello fino a esaurimento delle risorse.
Brevetti+ 2026: come si presenta la domanda
Possono accedere le PMI, anche di nuova costituzione, con sede legale e operativa in Italia, che rientrino in almeno una delle seguenti situazioni:
- Brevetto italiano. Sono titolari di un brevetto per invenzione industriale concesso in Italia successivamente al 1° gennaio 2025, oppure di una licenza esclusiva su un brevetto di questo tipo trascritta all’UIBM. In entrambi i casi, al momento della domanda il brevetto deve essere in regola con il pagamento delle tasse di mantenimento, se dovute.
- Domanda nazionale di brevetto. Sono titolari di una domanda nazionale di brevetto per invenzione industriale depositata successivamente al 1° gennaio 2024, con rapporto di ricerca con esito “non negativo”.
- Brevetto europeo. Sono titolari di un brevetto concesso dall’EPO e convalidato in Italia successivamente al 1° gennaio 2025, oppure di un brevetto concesso dall’EPO con effetto unitario a partire dal 1° gennaio 2025.
- Domanda europea o internazionale con priorità nazionale. Sono titolari di una domanda di brevetto europeo o internazionale depositata successivamente al 1° gennaio 2024, con rapporto di ricerca con esito “non negativo”. La domanda deve rivendicare la priorità di una precedente domanda nazionale, a condizione che questa non sia già stata ammessa a Brevetti+ nei bandi precedenti. La rivendicazione di priorità è quella prevista dall’art. 4 della Convenzione di Unione di Parigi e dall’art. 4 del Codice della proprietà industriale (d.lgs. n. 30/2005).
Brevetti +: quali spese sono ammissibili?
Sono finanziabili i costi dei servizi, IVA esclusa, strettamente collegati alla valorizzazione economica del brevetto.
I servizi sono suddivisi in tre Macroaree.
A. Progettazione, ingegnerizzazione e industrializzazione (compreso il Proof of Concept)
- studio di fattibilità, con specifiche tecniche ed elaborati, individuazione dei materiali e layout del prodotto;
- progettazione produttiva;
- studio, progettazione e ingegnerizzazione del prototipo, anche per aumentarne il livello di TRL;
- progettazione e realizzazione di firmware, solo per macchine a controllo numerico destinate al ciclo produttivo;
- analisi e definizione dell’architettura software, solo se riferita al procedimento oggetto del brevetto o della domanda e senza la scrittura del codice;
- test di produzione;
- certificazioni di prodotto o di processo strettamente legate al brevetto;
- servizi di studio, progettazione, ingegnerizzazione e industrializzazione resi da Università, IRCCS ed enti pubblici di ricerca.
B. Organizzazione e sviluppo
- organizzazione dei processi produttivi;
- analisi qualitativa e quantitativa dei nuovi mercati geografici e settoriali;
- strategia di comunicazione e promozione e presidio dei canali distributivi.
C. Tutela della proprietà industriale
- accordi di segretezza;
- accordi di licenza del brevetto.
Dalle FAQ pubblicate dal soggetto gestore Invitalia, risulta che il bando finanzia anche le spese di marketing e di seguito si propone una risposta più dettagliata.
Quali vincoli deve rispettare il progetto?
Il progetto di valorizzazione è ammissibile solo se soddisfa tre condizioni:
- comprende più di una tipologia di servizio;
- include almeno un servizio della Macroarea A;
- le spese per le Macroaree B e C, sommate, non superano il 20% del totale del piano.
A quanto ammonta il contributo?
L’agevolazione è a fondo perduto e rientra nel regime de minimis. L’importo massimo è di 140.000 euro, con queste intensità:
- 80% dei costi ammissibili, come regola generale;
- 85% per le imprese in possesso della certificazione della parità di genere;
- 100% per le imprese che, alla data della domanda, erano contitolari del brevetto o della domanda di brevetto insieme a un ente pubblico di ricerca (Università, Enti di Ricerca e IRCCS). Lo stesso vale per chi è titolare di una licenza esclusiva, già trascritta all’UIBM e senza vincoli di estensione territoriale, su un brevetto rilasciato a uno di questi enti.
Brevetti +: Domande frequenti
Le imprese appena costituite possono partecipare?
Sì, il bando è aperto anche alle PMI di nuova costituzione, purché abbiano sede legale e operativa in Italia.
Si può chiedere il contributo per un solo servizio?
No. Il progetto deve comprendere più tipologie di servizio, e almeno una deve appartenere alla Macroarea A.
L’IVA è finanziabile?
No, i costi dei servizi sono ammissibili al netto dell’IVA.
C’è una scadenza finale?
No. Lo sportello resta aperto finché ci sono risorse disponibili.
Quali spese di marketing sono ammissibili con Brevetti+ 2026?
Sono ammissibili solo i servizi di consulenza strategica della Macroarea B: l’analisi qualitativa e quantitativa dei nuovi mercati geografici e settoriali e la definizione della strategia di comunicazione, promozione e presidio dei canali distributivi.
Queste voci, sommate a quelle della Macroarea C, non possono superare il 20% del totale del piano.
Secondo le FAQ di Invitalia, non sono invece finanziabili le attività esecutive, come la realizzazione di siti web, la SEO, la gestione dei social, la produzione di brochure, foto e video promozionali, l’organizzazione di eventi e la partecipazione a fiere.
